Dicembre porta con sé la solita domanda: cosa regalare a Natale?
I libri per Natale restano uno dei regali più apprezzati - soprattutto quando arrivano da una casa editrice indipendente, che lavora con cura insieme agli autori e alle autrici del territorio.
La difficoltà, però, sta proprio nell'azzeccare il libro, in base ai gusti di chi lo riceverà!
Per questo noi di White Line, casa editrice di Faenza, abbiamo selezionato dieci titoli pensati per lettori curiosi, appassionati, esigenti. Da chi ama la storia a chi preferisce la narrativa, dai fan del fumetto agli appassionati di saggistica.
Una guida semplice, divisa per generi, per scegliere il regalo giusto senza perdere tempo e non scadere nella banalità.
Per chi ama i fatti, ma anche le prospettive laterali: voci dimenticate, ruoli femminili spesso ignorati e modi originali di vivere la storia.
Martina Fabbri Nuccitelli
Uno sguardo sulla dinastia dei Manfredi attraverso le vite di tre donne che, in un’epoca dominata dagli uomini, riuscirono a lasciare il segno. Per chi vuole scoprire la storia dalla prospettiva di figure femminili che raramente hanno avuto spazio e potere.
George G. Byron; traduzione di Nicola Ragazzini
Un diario sospeso tra poesia, amori e rivoluzione, che svela i retroscena romagnoli di Lord Byron in una nuova traduzione. Arricchito da un saggio di Luca Rossi sui legami tra il poeta e la carboneria, per chi ama scoprire la Storia dietro le quinte.
Aldo Ghetti, Willer Giacomoni
Un manuale che unisce rigore storico e passione per le rievocazioni, firmato da due figure d’eccellenza del mondo delle giostre.
Sviluppato da Aldo Ghetti, storico divulgatore, direttore del Museo del Risorgimento di Faenza e Cavaliere al Merito per la sua attività di ricostruzione storica, e da Willer Giacomoni, cavaliere e pluricampione nelle principali giostre italiane, questo regolamento permette di vivere quattro sfide storiche — tra cui la Giostra cavalleresca di Sulmona e il Niballo – Palio di Faenza.
Un percorso autentico dentro tradizioni, costumi e dinamiche di gara, pensato per chi ama la Storia soprattutto quando prende vita.
Racconti brevi che parlano al cuore, arricchiti da illustrazioni che danno forma alle emozioni.
Perfetti come libri da regalare a Natale a chi cerca storie inclusive e sensibili, firmate da una casa editrice indipendente che punta sulla qualità visiva e narrativa.

Debora Timoncini; illustrazioni di Raffaella Di Vaio
Un albo illustrato delicato che racconta l’affido attraverso il dialogo tra la Luna e una piccola Stellina. Perfetto per insegnanti, genitori e piccoli lettori.
Il libro usa un font ad alta leggibilità per sensibilizzare anche alla dislessia, unendo bellezza e inclusione.
Giulia Zaffagnini, Madalina Mihalache
Incontri, paesaggi e sentimenti.
In italiano, con testo francese a fronte.
Le piccole fate segue due educatrici che partono in camper per un viaggio che è insieme fuga, ricerca e trasformazione. Tappa dopo tappa - tra fotografie, illustrazioni e pagine di diario - il libro diventa una piccola guida poetica al cambiamento: un invito a ripensarsi, ad accogliere la dolcezza delle relazioni e a guardare il mondo con lo stupore dei più piccoli.
Un regalo ideale per chi ama le storie delicate, profonde e visivamente curate.
Emozioni e avventure contemporanee che rispecchiano le sfide di chi cresce, cambia e si rimette in gioco.
Una proposta perfetta se stai cercando libri per Natale capaci di unire ritmo narrativo e sguardo interiore.
Alessia Zama
Un romanzo profondo, che esplora la crescita, il dolore e la ricerca dell’equilibrio. Ideale per chi vuole emozionarsi e lasciarsi coinvolgere dalle sfumature dei sentimenti.
Alberto Fiorentini; disegni di CESAR - Cesare Lo Monaco
Un nuovo capitolo della saga di Centropoli che esplora cosa succede quando i sogni raggiunti non bastano più.
Lupo Willy si ritrova in un cortocircuito emotivo: ciò che desiderava non lo muove più, e l’unico modo per ritrovarsi è avere il coraggio di ricominciare da capo. È una storia di scelte, ripensamenti e rinascite, raccontata con quella sensibilità filosofica che da sempre accompagna la serie.
Le tavole di Cesare “Cesar” Lo Monaco, con il suo tratto pulito e narrativo, amplificano ogni sfumatura emotiva: un fumetto che parla agli adulti con ironia e profondità.
Percorsi critici, storici e narrativi ideali per chi cerca di capire, approfondire, andare oltre la superficie.
Eugenio Larosa
Una biografia storica intensa, dedicata a una delle figure più affascinanti della Romagna rinascimentale.
Eugenio LaRosa ricostruisce la parabola di Galeotto Manfredi, guerriero e signore capace di muoversi tra alleanze fragili, tradimenti e ambizioni spietate. Tra battaglie, trattative segrete e colpi di scena, emerge il ritratto di un protagonista abilissimo nel conquistare e difendere il potere in un’epoca di continui cambiamenti.
Arricchito da immagini storiche e una bibliografia completa, il volume unisce rigore e ritmo narrativo. Una lettura ideale per chi ama la storia raccontata con precisione e passione.
Valerio Ragazzini
Un saggio raffinato che ripercorre lo sviluppo della costa romagnola attraverso le pagine degli scrittori di questa terra, da Alfredo Oriani a Cristiano Cavina.
Valerio Ragazzini racconta la riviera come un paesaggio in continua trasformazione, diventato nel tempo una vera meta letteraria. Il volume è arricchito dalle fotografie di Alessandro Catani e Richard Betti, che accompagnano questo viaggio tra memoria, identità e mare. Perfetto per chi ama le letture profonde e gli sguardi nuovi sulla Romagna.
Alfredo Oriani
Una provocazione filosofica e letteraria, intensa e attuale. Per chi ama libri che interrogano, sfidano e lasciano un segno indelebile.
Scritta da Alfredo Oriani nel pieno della sua giovinezza, questa lettera a Giuda Iscariota è un manifesto in favore dei reietti, ma anche l’urlo di chi non sopporta più un mondo dominato dall’ingiustizia.
Scegliere cosa regalare a Natale non è semplice, soprattutto se vuoi andare oltre i soliti titoli da scaffale. I libri della nostra casa editrice indipendente sono pensati per chi cerca autenticità: storie poco note, sguardi diversi sul presente, narrazioni capaci di accendere una conversazione e lasciare un’impressione vera su chi le riceve.
Dai saggi ai fumetti, dai racconti illustrati alla narrativa, qui trovi un’idea regalo per ogni tipo di lettore.
Scopri tutti i titoli e trova il libro giusto nel nostro catalogo: trasformiamo insieme questo Natale in un’occasione per regalare valore.
A Centropoli non esistono giornate identiche: ogni volta che il sole cambia angolazione, qualcuno prende una decisione inattesa. È così anche per Lupo Willy, che nel nuovo episodio della saga torna a interrogarsi su cosa significhi scegliere una strada e, quando serve, cambiarla.
Il fumetto Lupo Willy 2 – Centropoli Universe, Episodio 4, firmato da Alberto Fiorentini e illustrato da Cesare “Cesar” Lo Monaco, continua il percorso di una serie che unisce leggerezza grafica e profondità tematica, parlando tanto ai più giovani quanto agli adulti.

All’inizio di questo episodio, Willy sembra aver realizzato ciò che sognava da tempo. Eppure qualcosa non funziona più: l’entusiasmo che lo aveva spinto avanti si è affievolito, le vecchie certezze non hanno più lo stesso peso. È da questo cortocircuito che prende forma la storia: una riflessione sulla necessità, a volte inevitabile, di rimettere mano alla propria vita, cambiare ritmo, cambiare direzione. Willy capisce che per ritrovare sé stesso deve concedersi la possibilità di ripartire da zero — un atto di coraggio che molti lettori riconosceranno come tremendamente umano.
Il nuovo fumetto segue il suo percorso con sensibilità e ironia, mantenendo quella vena filosofica che caratterizza la saga fin dall’inizio: scegliere, sbagliare, crescere, rimettersi in discussione.
Lupo Willy non è un personaggio isolato: vive in un mondo popolato da figure che, dietro un’estetica ingannevolmente “infantile”, nascondono temi adulti, complessi, spesso esistenziali. Centropoli è abitata da animali antropomorfi — Galletto, Etto il Coniglietto, e altri — ma il tono non è mai leggero per superficialità. L’apparente semplicità è un modo per avvicinare il lettore, per poi condurlo verso domande più profonde.
La saga ruota attorno a una costante: la ricerca della propria vocazione. Ogni personaggio, a suo modo, deve capire quale direzione prendere, tra paure, entusiasmi, amicizie che cambiano e strade che si aprono o si chiudono.
Un elemento distintivo della serie è il suo carattere metanarrativo: riferimenti alla vita dell’autore, apparizioni dello stesso Fiorentini dentro la storia, rimandi interni e intrecci che svelano il processo creativo. La struttura del meta-fumetto conferisce una maturità narrativa rara in un fumetto con estetica “morbida”.
Alberto Fiorentini, nato a Faenza nel 1995, è laureato in Sociologia e trova nella scrittura un territorio naturale. Per lui, Centropoli è un luogo in cui biografia, immaginazione e interrogativi generazionali si incontrano.
Cesare “Cesar” Lo Monaco porta un tratto riconoscibile e una lunga esperienza nell’editoria italiana, dai tempi di Topolino e Dolly fino a collaborazioni con case editrici e riviste nazionali. Il suo stile, pulito e immediato, dà vita ai personaggi con una fisicità espressiva che sostiene perfettamente il tono filosofico della serie.
Questo nuovo episodio è ideale per chi:
La forza della saga sta nella sua capacità di unire registri: visivo e narrativo, comico e meditativo, immediato e stratificato. È una storia che accompagna chi sta cercando la propria strada, a qualsiasi età.
Ci sono storie che nascono da un equilibrio precario, da una tensione costante tra ciò che si perde e ciò che si tenta di ritrovare. Le rose crescono sulle altalene, romanzo d’esordio di Alessia Zama, esplora proprio quel momento fragile in cui la vita costringe a guardarsi dentro, a riconoscere le ferite e a farne, lentamente, terreno di rinascita.
Ambientato in una dimensione quotidiana e intima, il libro racconta il viaggio emotivo di una giovane donna che, dopo una perdita, cerca un nuovo centro da cui ripartire. Una storia che parla di vulnerabilità, ma anche di forza silenziosa — quella che si manifesta quando si impara a restare, ad accettare e a scegliere.

Emma, la protagonista, vive sospesa tra passato e presente, in bilico come l’altalena che dà il titolo al romanzo. L’assenza del padre segna l’inizio di una lunga ricerca di sé: nelle relazioni, negli errori, nelle fughe che la portano sempre a confrontarsi con il proprio vuoto.
Attorno a lei, figure che non sono semplici comparse ma presenze che orientano, ognuna a suo modo, il percorso verso la consapevolezza: il signor Rocco, fioraio di poche parole e gesti misurati, e Mela, amica sincera che la riporta ogni volta alla realtà delle cose semplici.
Alessia Zama costruisce un romanzo psicologico e di formazione in cui la crescita non è mai lineare. Il dolore diventa lente d’ingrandimento, l’amore una conquista faticosa, la verità qualcosa che si raggiunge solo attraversando l’incertezza.
Nel suo viaggio interiore, Emma rappresenta una generazione che si muove alla costante ricerca di autenticità. Anche la scrittura dell'autrice nasce da questo movimento continuo: è concreta e sensibile, radicata nei sentimenti ma attenta alla loro verità più sottile. In Le rose crescono sulle altalene il linguaggio diventa luogo di ascolto, un modo per dare forma a ciò che spesso resta taciuto — la fragilità, la paura di perdersi, la necessità di ricominciare.
Alessia Zama appartiene a quella generazione di autrici che guardano al mondo con uno sguardo nomade e curioso, capace di trasformare l’esperienza del viaggio in materia narrativa. Nata a Faenza nel 1997 e con alle spalle anni trascorsi tra Spagna, Australia e Ungheria, ha imparato a riconoscere nelle distanze un modo per conoscersi, e negli incontri un modo per raccontarsi.
Le rose crescono sulle altalene è un romanzo che parla a chi, almeno una volta, ha cercato di ritrovare il proprio equilibrio dopo una caduta. È una storia che accompagna, più che spiegare; che suggerisce piuttosto che dichiarare.
La forza del libro sta nella sua semplicità autentica: nella capacità di dare nome alle emozioni, di restituire al lettore la possibilità di riconoscersi. Emma non è un’eroina, ma una persona comune che attraversa il dolore con la grazia di chi impara, passo dopo passo, a rimanere fedele a sé stessa.
Zama ci ricorda che la rinascita non è un atto improvviso, ma un processo lento e quotidiano. E che, a volte, la bellezza — come le rose del titolo — cresce proprio nei luoghi più instabili.
Dalla progettazione visiva all’editoria indipendente: ecco come è nata la casa editrice White Line
Non c’era, all’inizio, l’idea di fondare una casa editrice a Faenza. C’era la grafica, la progettazione, le copertine da sistemare per altri editori. Nicola e Giulia erano già entrati nel mondo dell’editoria, ma come studio grafico. Ancora non si chiedevano quale sarebbe stato il prossimo passo: nessun ragionamento a tavolino, nessun business plan dettagliato. White Line, per esempio, è arrivata grazie a una battuta detta per caso.
Succede che, mentre lavori, parli, ascolti, qualcosa si accenda. Un cliente, durante una chiacchierata informale nel lontano 2017, si guarda intorno, osserva il lavoro fatto, le bozze, le copertine, e dice: “Potreste aprirla voi, una casa editrice.”
Sembrava un’idea buttata lì, ma ha attecchito. Un anno dopo, quella battuta si era trasformata nella nostra casa editrice a Faenza. Un progetto portato avanti con il desiderio di dare spazio a voci del territorio capaci di parlare anche altrove.

Una delle prime mosse White Line è stata quella di raccontare Faenza. Non con tono nostalgico o celebrativo, ma con uno sguardo curioso, documentato, vivo. Così è nata la collana Faenza 360°, che intreccia storia, urbanistica, memoria popolare e cultura visiva.
Non è un caso. Chi conosce Nicola sa che il Palio del Niballo è parte della sua vita da sempre. Le rievocazioni storiche, le gare di bandiere, i personaggi del passato… erano già un bagaglio personale, che ha trovato sbocco editoriale. E lungo il percorso sono arrivati anche gli autori giusti, le storie da approfondire, i progetti da costruire insieme.
White Line è faentina, ma il suo sguardo è ampio, valica le mura della città. Le radici ci sono — profonde, affondate nella Romagna — ma il modo di raccontarle non è mai chiuso o autoreferenziale. Il libro La Romagna vista dalla Luna ne è un esempio perfetto: un viaggio fatto di ricordi e suggestioni, tra chi ha visto l’uomo mettere piede sul suolo lunare nel 1969 e chi ha continuato a cercare, nei decenni successivi, una connessione tra cielo e terra. Una raccolta originale, imprevedibile, che parla di spazio, ma lo fa con l’accento romagnolo.
Il 21 luglio 1969 Armstrong imponeva la propria impronta nella storia. In quel momento molti romagnoli erano con il naso incollato alla televisione dei bar (o per chi ne possedeva una, delle proprie case) per vedere quell’evento straordinario ed irripetibile.…
Leggi la descrizione completaEcco cosa significa, per noi, essere radicati senza essere provinciali: dare voce a ciò che conosciamo meglio, ma con la voglia di rileggerlo, di reinventarlo. Perché una storia che nasce qui può parlare a chiunque, ovunque.
White Line nasce come studio grafico a Faenza, e questa origine si sente — e si vede. La coerenza tra il contenuto del libro e il progetto visivo è fondamentale: non un abbellimento, ma parte del racconto.
Un passaggio importante in questa direzione è stato il lavoro per Faenza Distrutta, Faenza Ricostruita, la mostra per cui nel 2019 abbiamo curato l’intera identità visiva. Un progetto che ci ha permesso di confrontarci con materiali storici e visivi, dando forma a una narrazione complessa attraverso la grafica. È anche da esperienze come questa che ha preso forma il nostro modo di intendere la progettazione editoriale: come costruzione di senso, non solo di estetica.
Lo stesso approccio ha guidato la realizzazione di I treni in Romagna, uno dei titoli più amati del nostro catalogo. Quando non si trovavano immagini all’altezza, la casa editrice ha semplicemente deciso di scattarle da zero, per garantire coerenza e qualità.
La ferrovia collega ormai con naturalezza i nostri centri abitati e il treno è diventato un elemento scontato nella nostra vita quotidiana, ma non è sempre stato così. Attraverso un’analisi storica delle linee romagnole ancora in servizio o scomparse e le impressioni e i racconti degli scrittori romagnoli scopriremo l’evoluzione del “cavallo di ferro”, dalle sue prime apparizioni fino ai giorni nostri, e come questa novità della tecnica abbia cambiato per sempre la terra di Romagna.
Negli anni, il nostro catalogo si è allargato. Narrativa, saggistica, racconti illustrati, libri fotografici. Alcuni dei nostri titoli sono nati grazie alle proposte di autori locali che cercavano uno spazio di dialogo. Altri da incontri fortuiti, altri ancora da progetti più ampi. Nel frattempo, si sono aggiunte mille altre cose, e oggi White Line è una casa editrice indipendente, uno studio grafico specializzato in editoria, un laboratorio di idee. Pubblica libri, Organizza eventi, collabora con librerie, scuole, associazioni. Offre servizi editoriali su misura, per autori e aziende.
È cresciuta, ma resta fedele alla sua idea iniziale: costruire qualcosa che duri che abbia un’identità chiara. Senza rincorrere le mode.
In questo racconto ci sono un’intuizione nata per caso, una passione diventata mestiere, e una linea bianca che ha tracciato una direzione, senza mai far perdere la rotta. White Line è cresciuta insieme ai suoi libri, ai progetti condivisi, agli incontri giusti al momento giusto. Ma se c’è una cosa che non è cambiata, è lo sguardo: attento, curioso, concreto.
Vuoi capire meglio dove ha portato questa white line? Sfoglia il nostro catalogo, o contattaci. Che tu sia lettore, autore, o semplice curioso: qui c’è spazio anche per te.
All’inizio ci siamo chiesti se fosse davvero una buona idea seguire una saraghina. Poi l’abbiamo vista guizzare tra i libri, ficcare il naso tra le bozze e sbucare fuori dalle copertine… e poi ha cominciato a dire la sua. Portava notizie, chiacchiere e qualche idea da riciclare. Era evidente che voleva una newsletter tutta sua. E noi gliel’abbiamo data.
È nata così La Saraghina Letteraria: una creatura agile e un po’ impertinente, che nuota tra pagine e storie senza prendersi troppo sul serio. Ogni tanto si infila in redazione con un’intervista in tasca, un consiglio di lettura sotto la pinna, una domanda da fare o un appunto da lasciare.
Una newsletter non si giudica dalla copertina, ma da quello che porta con sé. Ogni numero della Saraghina letteraria sarà un piccolo tuffo: dentro un libro, dietro le quinte di una pubblicazione, tra le voci degli autori e i riflessi degli eventi. E chissà, magari ogni tanto affiorerà anche qualcosa di inaspettato. Come una pinna in più da seguire.
Perché è un pesce veloce, lucente e testardo. Perché è difficile da catturare. Perché non ti chiede di seguirla, ma se lo fai ti porta in posti impensati. Perché somiglia un po’ a certe idee che abbiamo avuto e che non volevano starsene ferme.
La saraghina ha scelto un tono tutto suo: mai troppo serio, ma nemmeno leggero per forza. Dice le cose come vengono, ogni tanto sbaglia le parole, altre volte se ne inventa di nuove. Ma quando arriva, si sente. E soprattutto, torna.
Vi iscrivete, lei arriva. Una volta al mese, anche se ogni tanto potrebbe sparire tra le alghe: la Saraghina letteraria arriva quando ha qualcosa da dire.
Per riceverla, basta iscriversi tramite il form o compilando i campi qui sotto.
Tuffatevi anche voi: la Saraghina vi aspetta tra le correnti delle storie.
Un nuovo sguardo sulla Grande Guerra, tra parole e memoria
A maggio è uscito un libro a cui teniamo molto. Si intitola L’immenso naufragio e fa parte della nostra collana Acsè, dedicata da sempre alla memoria, alla storia e alla cultura locale. In questo volume abbiamo voluto raccogliere — attraverso il lavoro attento di Valerio Ragazzini — le parole e le testimonianze degli scrittori romagnoli che vissero la Grande Guerra. Non sempre dalla prima linea: spesso dalle retrovie, dai giornali, dalle lettere, dai racconti che sono riusciti ad attraversare la censura.
Ne è nato un mosaico letterario, denso ma accessibile, in cui si riflettono tutte le contraddizioni di un tempo che ha segnato una frattura nella storia e nella scrittura. Ci interessava restituire proprio questo: la varietà delle voci e dei registri, l’esperienza collettiva filtrata da sguardi individuali, l’eco di una generazione in bilico tra retorica e disincanto.
Il testo di Valerio Ragazzini ripercorre le esperienze legate alla Prima Guerra Mondiale degli scrittori romagnoli, attraverso diari, lettere scampate alla censura, articoli di giornale, racconti e romanzi. Dall’orrore della prima linea alle illusioni delle retrovie; dai proclami delle testate…
Leggi la descrizione completaPer chi vorrà ascoltarne la genesi e approfondirne i contenuti, giovedì 29 settembre alle ore 20.30, saremo alla Biblioteca Comunale Manfrediana di Faenza, insieme a Valerio Ragazzini e a Gian Ruggero Manzoni, che ha scritto la prefazione al libro. Sarà l’occasione per parlare del libro, certo, ma anche di memoria, letteratura e di cosa ci resta oggi di quelle voci romagnole che hanno attraversato uno dei momenti più tragici del Novecento.

Con Valerio collaboriamo da tempo. Con noi di White Line ha già firmato Quella linea lunga e blu e dirige la collana I nipoti dei topi. Nel tempo ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il premio Faraexcelsior e il secondo posto al premio Hypnos, ed è autore di racconti e articoli pubblicati su riviste culturali come Pangea, Spore, L’Ortica.
Il suo approccio alla scrittura è una garanzia: profondo, documentato, mai didascalico. È il motivo per cui continuiamo a sceglierlo.
L’immenso naufragio è disponibile nelle librerie faentine, sul nostro sito e su Amazon.
Un libro che intreccia storia, letteratura e memoria, restituendo voce a chi ha raccontato la guerra con parole autentiche, a volte dimenticate, ma oggi più che mai necessarie.
Dopo l’uscita del libro Gentile, Cassandra e Francesca. Tre donne alla corte dei Manfredi di Martina Fabbri Nuccitelli, ci sono già state alcune presentazioni molto partecipate e sentite. Ma il viaggio alla scoperta di queste tre figure femminili del Rinascimento non è ancora finito: nuove tappe sono già in programma, e altre se ne aggiungeranno nei prossimi mesi.
Ecco i prossimi appuntamenti fissati:
📍 Faenza - Prometeo – Arci Faenza
🗓 Venerdì 3 dicembre 2021
🕒 Ore 18:30
Interverranno Claudio Ossani e l’associazione Sos Donna Faenza
Mentre il calendario delle presentazioni continua a prendere forma, sono già previsti due appuntamenti importanti per marzo 2022:
📍 Rocca di Riolo Terme - Sorelle Festival, seconda edizione
🗓 Venerdì 11 marzo 2022
🕒 Ore 18:00
📍 Palazzo delle Esposizioni, Faenza
🗓 Domenica 13 marzo 2022
🕒 Ore 18:00
In occasione di queste due date di marzo, White Line Edizioni e l'autrice hanno deciso di devolvere il 50% dell’incasso delle vendite del libro a UNFPA, il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, che in questo momento sta operando per supportare le donne e le ragazze colpite dal conflitto in Ucraina.

Per restare aggiornati su tutte le nuove date, seguiteci sui nostri canali social.
Faenza, metà Quattrocento. La luce filtra dalle bifore del palazzo. Una donna cammina a passi lenti sul pavimento di cotto, sfiora con le dita le stoffe, ascolta i silenzi della corte. Ha molto da dire, ma nessuno glielo ha mai chiesto. Fino a oggi.
C’è un momento, nella ricerca storica, in cui i nomi sulle carte si fanno presenze vive. È quello che accade tra le pagine di Gentile, Cassandra e Francesca. Tre donne alla corte dei Manfredi, primo libro di Martina Fabbri Nuccitelli, edito da White Line Edizioni per la collana Faenza360°. Una rivisitazione narrativa, documentata e coinvolgente, delle vicende di tre figure femminili che vissero tra le pieghe della Faenza signorile del Quattrocento.
Martina Fabbri Nuccitelli, laureata in Storia e in Beni archeologici, artistici e del paesaggio all’Alma Mater di Bologna, ha deciso di partire da una domanda tanto semplice quanto cruciale: che ruolo ebbero le donne nelle vicende politiche e familiari della signoria faentina? La risposta si sviluppa lungo un racconto storico ricostruito con passione e rigore, dove emergono il coraggio, la determinazione e le contraddizioni di tre protagoniste rimaste a lungo ai margini della narrazione ufficiale.
Gentile Malatesta, Cassandra Pavoni e Francesca da Rimini, infatti, sono realmente esistite, accomunate da un destino simile: quello di vivere nel cuore pulsante della politica, della guerra, delle alleanze e dei riti, senza mai essere le protagoniste ufficiali del racconto.
Le vicende delle tre donne si intrecciano con quelle di Galeotto Manfredi, figura centrale della Faenza del XV secolo. Gentile Malatesta, reggente della dinastia manfreda dal 1417 dopo la morte del marito Gian Galeazzo, affrontò sfide e pressioni senza esservi stata preparata. Cassandra Pavoni seguì l’uomo che amava in una vita piena di incognite. Francesca Bentivoglio, al contrario, visse il peso di un matrimonio imposto ma seppe agire con una forza non scontata per una donna del suo tempo.
L'autrice le immagina – con rispetto e passione storica – mentre osservano ciò che accade, cercano un margine per scegliere, amano, perdono, resistono. Il libro è un affresco narrativo della Faenza medievale vista attraverso occhi femminili. La dimensione empatica è dichiarata sin dall’introduzione: l’intento è mostrare quanto quelle emozioni e quelle sfide siano, in fondo, ancora attuali.
Tra la moltitudine di nomi che popolano la Storia, i femminili sono delle eccezioni alla regola dato che nella maggioranza dei casi le donne non ebbero modo di distinguersi nella vita pubblica. ” Gentile, Cassandra e Francesca. Tre donne alla corte dei Manfredi” vuole raccontare la vita di tre donne che furono un eccezione, che ebbero l’opportunità di compiere scelte…
Leggi la descrizione completa
Martina vive a Faenza, città che ama profondamente e di cui indaga passato e memoria. Ha lavorato per il Museo Civico di Castel Bolognese e la Biblioteca Comunale “Luigi Dal Pane”, e oggi lavora per l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna. Dal 2022 partecipa a eventi culturali come il Sorelle Festival, dove è spesso invitata a parlare del ruolo delle donne nella storia, con un’attenzione particolare alle figure femminili marginalizzate.
È anche attivamente coinvolta nella rievocazione storica del Palio del Niballo: nel 2023 ha vinto il Liocorno come miglior dama per il Rione Rosso. La sua passione per il medioevo è nata da I Pilastri della Terra di Ken Follett, ma si è presto trasformata in studio, approfondimento e scrittura.
Se vi piacciono i racconti storici ben documentati, se siete curiosi delle figure femminili dimenticate, se amate Faenza, la sua storia e le sue voci, Gentile, Cassandra e Francesca è un libro che fa per voi.
Non troverete battaglie epiche, ma scelte difficili. Non troverete condottieri, ma donne che hanno osservato i condottieri e hanno deciso come comportarsi. Non troverete cronache, ma memorie. Che a volte sanno dire molto di più.
Se volete saperne di più, ecco le prime due presentazioni del libro!
📍 Faenza – Bottega Bertaccini
🗓 Sabato 19 giugno, ore 17:30
📍 Castel Bolognese – Biblioteca Comunale Luigi Dal Pane
🗓 Lunedì 28 giugno, ore 21:00
Un’occasione per incontrare l’autrice e scoprire, attraverso le sue parole, quanto il nostro passato sia ancora capace di parlarci – soprattutto se a raccontarlo sono storiche giovani, preparate e appassionate.
Le presentazioni in presenza, purtroppo, sono sospese.
Ci piacerebbe incontrarvi, raccontarvi com’è nato questo libro, sfogliare insieme le pagine. In attesa di poterlo fare, vi lasciamo tre buoni motivi per leggerlo. Perché La Piazza è un libro che vale la pena avere sul comodino… o sotto braccio per la prossima passeggiata in centro a Faenza.
Dettagli architettonici e storici che spesso sfuggono anche a chi la attraversa ogni giorno.
Tra passato e presente, per vedere Faenza con occhi nuovi.
Un racconto lungo oltre duemila anni che ci aiuta a capire come si è formato il cuore pulsante di Faenza.
Il libro è acquistabile online oppure a Faenza, nelle edicole e librerie aderenti:




In attesa di poterci incontrare di nuovo dal vivo, La Piazza è un modo per rimanere connessi alla nostra città. Un libro da leggere, sfogliare, regalare.
La piazza di Faenza ha una storia antica. Dalla Roma classica al novecento, questo volume, agile e coinvolgente, racconta con ritmo uno spazio nel tempo. Dal Palazzo del Podestà alla fontana monumentale, dal Palazzo comunale al Palazzo Naldi, dalla loggia degli orefici a Palazzo Laderchi, dal Duomo al pavimento di Rambelli e alla Torre civica, ecco una sintesi di cosa è successo nel corso dei secoli nel cuore della nostra città. Le foto sono di grande impatto emotivo, alcune sono pezzi di memoria, altre sono scattate oggi. Il volume è stato pubblicato in questi giorni da White Line, i testi sono di Marco Santandrea, le foto di Paolo Morelli e della Biblioteca comunale manfrediana di Faenza . Da leggere e guardare.
— Massimo Isola, Sindaco di Faenza
Dopo mesi di lavoro, sabato 14 marzo è uscito La Piazza, il nuovo libro di Marco Santandrea dell’associazione culturale Torre dell’Orologio per la nostra collana Faenza360°. Un viaggio affascinante nel cuore della città, in un momento in cui – ironia della sorte – siamo tutti costretti a restarne lontani.
L’idea nasce da una riflessione: in tanti hanno raccontato i singoli edifici della nostra piazza, ma nessuno finora aveva dedicato un intero volume alla sua evoluzione storica, architettonica e simbolica. Così, pagina dopo pagina, La Piazza diventa una “visita guidata su carta” che accompagna i lettori dall’età romana ai giorni nostri, raccontando come ogni epoca abbia lasciato una traccia visibile nel centro cittadino. Il tono è divulgativo, accessibile, e il risultato parla tanto agli appassionati quanto ai semplici curiosi.
Andate nella Piazza di Faenza e fate un giro su voi stessi: bastano 360 gradi per vedere le meraviglie che circondano il cuore della città e per fare un viaggio nel tempo. Un viaggio che parte più di 2000 anni fa e viene raccontato dai mattoni dei palazzi, dalle pietre delle strade, dalle colonne dei porticati.
Ogni capitolo del libro, a partire dell’età romana, è ambientato in un’epoca diversa e racconta come il centro della città è stato trasformato e come, secolo dopo secolo, ogni intervento architettonico dialoga con quanto già esistente.
Appassionato di storia locale fin da bambino, Marco Santandrea nasce a Faenza il 17 aprile 1995. Dopo il diploma all’Istituto Tecnico per Geometri Alfredo Oriani, si iscrive al corso di laurea in Architettura dell’Università di Bologna.
Dal 2012 si dedica allo studio e alla divulgazione della storia di Faenza e del suo territorio, attività che porta avanti con passione anche sui social: è ideatore del format “Faenza in un minuto” e gestore della pagina Facebook Torre dell’Orologio, dove ha pubblicato centinaia di fotografie storiche sempre accompagnate da approfondimenti.
Nel 2018 fonda l’Associazione Culturale Torre dell’Orologio, di cui è presidente, con l’obiettivo di avvicinare la comunità al proprio territorio.
A causa delle restrizioni legate all’emergenza sanitaria, le prime due presentazioni si sono svolte in diretta streaming, ma potete rivederne una nel video qui sotto.